E-Mail: [email protected]
- Il convegno del 5 aprile 2025 esplora mente, arte e neuroscienze.
- Focus su protocollo Art VAAT e neuroestetica sperimentale.
- Analisi di stati di flow, empatia e attività cerebrale.
- Esperti indagano il legame tra arte, meditazione e scienza.
- Si esplora la plasticità neuronale e la embodied cognition.
Un Incontro tra Mente, Arte e Scienza: Il Convegno del 5 Aprile 2025
Il 5 aprile 2025, Lecce si trasformerà in un fulcro internazionale con il convegno “Fenomenologia della Mente tra Meditazione, Arte e Neuroscienze”. L’evento, che si terrà nella Sala Convegni del MUST, offre un’opportunità unica per esplorare le complesse interazioni tra le neuroscienze, l’espressione artistica e le pratiche meditative. L’iniziativa, promossa dall’Associazione Sati ONLUS e dal CHAP dell’Università del Salento, si propone di indagare come queste discipline possano collaborare in modo efficace per promuovere il benessere individuale e collettivo. L’evento ospiterà esperti di fama mondiale, tra cui neuroscienziati, filosofi, artisti e insegnanti di meditazione, tutti dedicati alla ricerca dei fondamenti neurobiologici dell’esperienza estetica e meditativa.
Le Tre Direttrici Tematiche del Convegno
Il congresso è articolato attorno a tre temi cardine, che offrono prospettive diverse ma complementari sull’indagine del fenomeno mentale umano:
1. Fenomenologia della Mente: Questa sezione si propone di analizzare le basi filosofiche ed empiriche delle esperienze cognitive; un’analisi approfondita del ruolo che la coscienza svolge nella costruzione della nostra esperienza personale sarà un elemento centrale dello studio. Particolare attenzione sarà dedicata alla connessione essenziale tra percezione, immaginazione e creatività, elementi fondamentali per decifrare come l’intelletto umano interpreta il mondo che lo circonda.
2. Arte e Meditazione come Pratiche Trasformative: Quest’area tematica esaminerà in dettaglio l’impatto trasformativo dell’arte e della meditazione sulla psiche umana: attraverso un’analisi accurata si discuterà come tali pratiche possano plasmare i meccanismi cognitivi ed emotivi degli individui, contribuendo così a generare benefici sul benessere generale dell’individuo stesso; verrà citato specificatamente il protocollo Art Visual and Auditory Technique (VAAT), frutto delle ricerche condotte dal Laboratorio di Neuroestetica Sperimentale presso l’Università di Roma Tor Vergata, atteso anch’esso alla luce degli argomenti trattati nel congresso. 3. Neuroscienze e Stati di Coscienza: In questa sezione, l’attenzione sarà focalizzata sull’analisi dei processi neurali che sottendono le esperienze artistiche e meditative. L’indagine comprenderà gli stati cosiddetti *di flow, il fenomeno dell’empatia, ed esaminerà la relazione tra estetica e attività cerebrale, con l’obiettivo di chiarire come il cervello risponde in modo dinamico agli stimoli artistici e alle pratiche contemplative.

Un Dialogo Interdisciplinare per Comprendere la Mente
Il convegno ambisce a creare un ambiente fertile per il dialogo e lo scambio tra diverse discipline. Il programma prevede la partecipazione attiva di filosofi, tra cui esponenti quali Sarah Cannoletta, Maria Cotelli, Domenico Cuzzola, insieme ad artisti ed esperti di neuroscienze e a insegnanti del mondo meditativo; tutti impegnati nell’indagine sulla connessione esistente tra il linguaggio simbolico dell’arte, la quiete contemplativa e l’obiettività scientifica. Alcuni dei relatori illustri includono i nomi citati precedentemente accanto a figure come Domenico Cuzzola, Silvia Perrone, Giorgio Rizzo. Le dinamiche dell’evento non si limiteranno alle presentazioni teoriche; è previsto anche uno spazio per attività pratiche che permetteranno ai partecipanti un confronto diretto con gli argomenti trattati. È quindi interessante sottolineare la presenza del laboratorio affidato all’artista Cesare Maria Pietroiusti, assieme a quello relativo al protocollo VAAT amministrato da O. De Clemente e dal nome Angela Savino.
Verso una Nuova Consapevolezza: Arte, Meditazione e Neuroscienze per il Benessere
Il convegno “Fenomenologia della Mente tra Meditazione, Arte e Neuroscienze” offre un’eccezionale opportunità per investigare le potenzialità dell’arte, della meditazione e delle neuroscienze come strumenti per il benessere psicologico e per affrontare le sfide attuali. Il congresso prospetta una potenziale via per affrontare il “problema difficile della coscienza” di Chalmers, precisamente attraverso una conversazione continua tra meditazione, espressione artistica e neuroscienze. L’iniziativa è pensata per ricercatori, studenti, artisti, medici, psicologi, professionisti sanitari e chiunque sia interessato a esplorare il profondo nesso tra l’estetica, la meditazione e la creatività quali risorse per la tutela della salute. La partecipazione al convegno è gratuita, previa registrazione tramite il numero WhatsApp indicato. L’immagine scelta per rappresentare il convegno è un’opera di Roberto Miglietta, che evoca la continuità tra natura e spirito, tra mente e cervello, attraverso l’utilizzo di materiali come il ferro e il legno degli ulivi.
La Mente Umana: Un Universo da Esplorare
La mente umana si manifesta come un sistema complesso dalle dinamiche sorprendenti; comprendere i suoi meccanismi richiede necessariamente l’adozione di un approccio multidisciplinare. L’incontro previsto per il 5 aprile 2025, quindi, costituisce una tappa fondamentale, poiché offre una piattaforma unica per indagare i legami tra arte, *meditazione* e neuroscienze.
Uno dei principi fondamentali della psicologia cognitiva che trova pertinenti applicazioni durante l’evento riguarda il concetto di plasticità neuronale. Tale idea postula che il cervello umano sia tutt’altro che rigido: esso evolve costantemente in seguito agli stimoli ricevuti. Le pratiche meditative insieme all’arte hanno dimostrato nei contesti discussi nel convegno potentissime capacità nella facilitazione della plasticità neuronale: esse contribuiscono al consolidamento delle sinapsi già presenti mentre favoriscono anche la formazione di nuove.
In aggiunta a quanto precedentemente accennato emerge poi l’idea avanzata dell’ cognition incarnata (embodied cognition): questa concezione afferma chiaramente come le nostre capacità cognitive siano interconnesse tanto al nostro corpo quanto all’ambiente circostante.
L’esperienza artistica illustra perfettamente questo punto cruciale; essa coinvolge una rete complessa dove confluiscono osservazioni visive insieme a emozioni forti, sensazioni tattili ed elementi mnemonici tutti concatenati tra loro.
La pratica della meditazione riveste un ruolo cruciale nel favorire una maggiore consapevolezza delle proprie sensazioni corporee, contribuendo così anche alla capacità di gestire le emozioni. In questo convegno siamo invitati ad esaminare le modalità tramite cui è possibile alimentare il benessere psicologico personale. Ciò avviene attraverso metodiche che armonizzano in modo sinergico la mente e il corpo*. Inoltre, l’arte insieme alla meditazione si configura non soltanto come una via d’evasione gradevole, ma si presenta altresì come uno strumento efficace nella trasformazione del pensiero e nel miglioramento della qualità complessiva della vita.