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- L'introduzione della tecnologia DBS ha migliorato significativamente la qualità della vita dei pazienti, riducendo i sintomi del Parkinson come tremori e rigidità muscolare.
- Il sistema SenSight di Medtronic consente un controllo personalizzato dei sintomi, posizionando la Fondazione Mondino all'avanguardia nel trattamento del Parkinson.
- La somministrazione sottocutanea di foslevodopa/foscarbidopa ha dimostrato di ridurre le fluttuazioni motorie, migliorando le fasi "on" senza discinesie.
Nel panorama medico moderno, la Fondazione Mondino di Pavia emerge come un polo d’innovazione all’avanguardia nella cura delle malattie neurodegenerative, con un’attenzione particolare al Parkinson. Al centro dell’attenzione è l’adozione di tecnologie avanzate che non solo promettono di gestire i sintomi, ma trasformano completamente l’esperienza di vita dei pazienti. La tecnologia della stimolazione cerebrale profonda (Deep Brain Stimulation, DBS) rappresenta una delle soluzioni più promettenti, offrendo un nuovo modo di affrontare i sintomi che non rispondono ai trattamenti farmacologici tradizionali come i tremori, il rallentamento motorio e la rigidità muscolare che caratterizzano questa complessa patologia.
Un esempio emblematico di queste innovazioni è il sistema SenSight sviluppato da Medtronic, il quale permette un controllo mirato e personalizzato grazie all’utilizzo di elettrocateteri direzionali che inviano segnali elettrici nel cervello. Questo dispositivo avanzato costituisce una sorta di “pacemaker del cervello”, migliorando significativamente il quadro sintomatologico dei pazienti, che si traduce in una maggiore qualità della vita. Le testimonianze degli esperti, i dati clinici e le osservazioni sul campo rappresentano la solida base su cui poggia questa rivoluzione tecnologica.
l’implementazione della tecnologia BrainSense alla Fondazione Mondino
Un ulteriore passo avanti nel trattamento del Parkinson è fornito dall’impiego del neurostimolatore Percept PC con tecnologia BrainSense, anch’esso sviluppato da Medtronic. Questo strumento unico nel suo genere è progettato per monitorare e registrare l’attività cerebrale in tempo reale, offrendo un livello di personalizzazione della terapia senza precedenti. I segnali possono essere registrati e memorizzati sul dispositivo, consentendo così una corretta correlazione tra gli stati clinici del paziente e gli effetti della terapia.
L?introduzione di questo sistema ha segnato una svolta significativa, permettendo una maggiore flessibilità terapeutica e un miglioramento nella gestione delle fluttuazioni giornaliere che i pazienti con Parkinson spesso sperimentano. Sotto la direzione di esperti come il dottor Claudio Pacchetti, la Fondazione Mondino continua a lavorare verso una cura sempre più personalizzata, adattando le procedure alle esigenze specifiche di ciascun individuo. Questo adattamento si traduce in una medicina personalizzata, che promette di ridisegnare il trattamento del Parkinson per generazioni future.
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la nuova frontiera della somministrazione di foslevodopa/foscarbidopa
L’innovazione alla Fondazione Mondino non si ferma alle sole tecnologie di stimolazione cerebrale. Una delle recenti introduzioni in ambito terapeutico è rappresentata dalla somministrazione del farmaco a base di foslevodopa/foscarbidopa per via sottocutanea. Questa modalità innovativa di trattamento è stata implementata con successo, posizionando l’istituto tra i primi a livello nazionale ad applicare questa strategia terapeutica.
La foslevodopa/foscarbidopa, somministrata tramite infusione sottocutanea, offre un controllo più stabile dei sintomi del Parkinson rispetto alle tradizionali terapie orali. Sotto la guida della dottoressa Roberta Zangaglia, questo metodo ha dimostrato di ridurre le fluttuazioni motorie, migliorando le fasi “on” senza discinesie e riducendo le fasi “off”, sia diurne che notturne. Questa innovazione terapeutica rappresenta un vero e proprio punto di svolta per i pazienti in fase avanzata, fornendo loro una nuova speranza e un miglioramento tangibile della qualità di vita.
riflessioni sul legame tra tecnologia e salute mentale
L’applicazione di tecnologie avanzate nella gestione del Parkinson presso la Fondazione Mondino di Pavia non solo affronta i sintomi fisici caratteristici della malattia, ma gioca un ruolo cruciale nel supportare la salute mentale dei pazienti. Il miglioramento dei sintomi motori spesso si traduce in una diminuzione dello stress e dell’ansia, poiché il paziente riconquista parte dell’autonomia perduta. Un beneficio significativo che risuona profondamente nell’animo dei pazienti, influenzando positivamente il loro benessere complessivo.
Una nozione di base nella psicologia cognitiva rilevante in questo ambito è quella del “locus of control”: la percezione dei pazienti di avere un miglior controllo sui loro sintomi grazie a terapie personalizzate può alimentare un miglioramento nella loro capacità di affrontare la malattia. Questo miglioramento dell?autoefficacia percepita può diminuire la sensazione di disperazione legata alla malattia cronica.
A livello avanzato, possiamo esplorare il concetto della neuroplasticità, ovvero la capacità del cervello di riorganizzarsi e formare nuove connessioni in risposta a cambiamenti nell?ambiente o alla terapia. Gli approcci terapeutici innovativi come la DBS e la somministrazione sottocutanea rappresentano una stimolazione adeguata che può potenzialmente promuovere cambiamenti positivi nella struttura e funzionalità del cervello.
In sintesi, le tecnologie emergenti presso la Fondazione Mondino segnano una frontiera innovativa che integra approcci multidisciplinari, promettendo un futuro più luminoso per i pazienti affetti da malattie neurodegenerative, sia a livello fisico che psicologico. Essi non solo rappresentano il progresso medico, ma anche un faro di speranza e umanità nel percorso verso una vita migliore.